il rapporto che lega tale indicatore al mercato americano risulta estremamente interdipendente, d’altronde un elevato numero di compagnie costituenti l’indice S&P 500 sviluppa gran parte del loro business nelle aree dell’Asia avanzata e dell’America Latina.
Le ultime settimane del 2009 hanno aperto una fase di consolidamento destinata a creare una nuova base tecnica su cui riequilibrare parziali eccessi di forza relativa comparata sia alla crescita endogena del mercato, sia rispetto all’espansione assemblata dei mercati americani. Volendo tracciare le fasce di prezzo su cui gli investitori focalizzeranno la ripresa del trend rialzista primario, dobbiamo considerare dapprima area 1200 ed in seconda battuta i precedenti massimi segnati a 1270. Oltrepassare la sezione rilevata significa, come pensiamo, accreditare al trend dominante un potenziale prezzo obiettivo a 1600 punti. Agli inizi del 2010 ci attendiamo un’aggressione verso 1300 punti, moderate prese di beneficio, quindi una successiva accelerazione verso l’area target.
BRASILE: In termini di forza relativa comparata ad altri mercati gli indici dell’America Latina hanno ampiamente sovraperformato le altre aree regionali, comprese le asiatiche. Il Bovespa ha ormai raggiunto il picco segnato nell’estate del 2008 senza manifestare incertezze tecniche durante l’espansione del trend. Riassorbire le perdite concentrate nel 2008 significa conservare un primato che pone il mercato brasiliano in una condizione in cui si conferma ancora un mercato estremamente impulsivo. Nel mese di gennaio-febbraio verificheremo se l’indice sarà in grado di oltrepassare la soglia 72.800/73.000 per accreditare un potenziale sviluppo in direzione di 80.000 punti.
RUSSIA: Dalla fine di ottobre il RTS Russian non ha saputo andare oltre la barriera dei 1500 punti. Le ragioni di tale arresto rientrano su due piani che in misura equivalente hanno contribuito a frenare l’azione del recupero. Da un lato il petrolio e molte commodity hanno esaurito la loro prima spinta propulsiva, l’economia russa si basa in gran parte sull’industria estrattiva, dall’altro, in coincidenza con tale contingenza, l’indice ha testato livelli tecnici che stanno rappresentando per analogia le stesse difficoltà riscontrate in altre aree geografiche. Ciò nonostante riteniamo che il momentum ritornerà ad esprimere positività consentendo al mercato di avanzare in direzione di 1750 punti. Ulteriori stime nel cammino di crescita posizionano l’RTS in area 2000, mentre per rilevare potenziali segnali in grado di consentire all’indice di riassobire completamente le perdite del 2008 sarà necessario il supporto del petrolio. Riteniamo infatti che soltanto con l’aiuto del prezzo del greggio, oltre 90 usd/bar avremo una maggiore impulsività del rialzo con proiezioni di stima a 2700 punti.
INDIA: Sebbene in asia si parli più di Cina che di India il Sensex ha rimosso in gran parte le perdite subite nel 2008. Il consolidamento delle contrattazioni a cui abbiamo assistito nell’ultima parte di questo 2009 rappresentano secondo il nostro modello una riaccumulazione utile a rafforzare il trend dominante nonché le potenzialità di crescita per il prossimo 2010. Attendiamo gli inizi dell’anno per completare il modello espansivo assunto dai prezzi oltre 17.400 per valorizzare stime di crescita in direzione di area 19.500 & 22.000. La rupia rappresenta un ulteriore figura positiva per il mercato azionario. Il dollaro americano diversamente da altri rapporti manifesta tuttora segnali di debolezza: i corsi stanno scendendo verso 45,80/50 dove il nostro modello fissa alcuni punti cardine su cui misurare la potenziale progressione del rafforzamento della divisa indiana. Riteniamo che le flessioni oltre tale livello conferiscono ulteriore positività alla rupia ponendola in condizioni di riportare i valori di scambio in direzione di area 41. Ciò per effetto di una correlazione diretta tra moneta e mercato azionario domestico, risulta in grado di trasmettere la forza necessaria per stimolare la crescita dei valori del Sensex verso le valutazioni stimate.
CHINA: A conferma dei miti che creano disillusioni la Cina non messo a frutto con altrettanta virtuosità i recuperi delle borse delle economie avanzate dell’area emergente. Ciò nonostante osservando l’andamento del China Shanghai Index rileviamo condizioni utili a riportare i valori oltre la soglia 3300/370 nelle prossime settimane. Tale condizione consente di attivare un rinnovato interesse per il mercato azionario e contribuire a spingere i valori verso due importanti obiettivi allocati in area 3900 & 4200 raggiungibili entro l’anno. Per quantificare valori di stima più ambiziosi, in ossequio al rumore che si scarica sui mercati, l’indice dovrebbe assumere un rapporto di forza relativa rispetto allo Standard & Poor 500 più impulsivo, condizione utile per avvicinare area 5000.
HONG KONG: Di tale limitazioni si avvertono i sintomi anche attraverso lo studio del Hang Seng dove risulta difficile quantificare in assenza di un segnale di forza obiettivi in direzione dell’attuale trend rialzista. L’indice necessita di mettere in evidenza la capacità di oltrepassare ostacoli tecnici che hanno già inibito l’espansione del trend in coincidenza con il picco segnato a 23.000 punti lo scorso novembre. Oltrepassare il range 23000/24000 consente al mercato cinese di accantonare l’attuale fase di consolidamento ed impostare un regime di apprezzamento, come detto più impulsivo, in linea con altri mercati delle Advanced Emerging Economy.
AUSTRALIA: Con il mese di dicembre si è interrotta l’azione propulsiva derivante dal carry trade, nonostante il rialzo dei tassi da parte della Banca Centrale Australiana. Gli investitori tenderanno a concentrare l’attenzione sulle possibili reazioni che il cambio assumerà a ridosso di quota 0,86; violarla significa effettivamente produrre un progressivo smantellamento delle posizioni strategiche di carry. Ciò nonostante il mercato azionario persistere nel conservare la rotta rialzista grazie anche ad altri driver a nostro avviso più concreti, le commodity. Durante alla prima parte dell’anno assisteremo quindi ad una prosecuzione del recupero dell’indice di Sidney con apprezzamenti che si spingeranno oltre 5000 punti collocando una prima importante zona target tra 5700/6000 punti.
Wlademir Biasia WB Advisors.it