Non lasciatevi intorpidire dai bassi volumi, dall’apparente inappetenza, i mercati non fanno vacanza! Nemmeno a Natale e Capodanno! Le mani forti approfittano dell’inerzia per impostare temi e strategie prima di confrontarsi con la mischia. E così mentre le azioni superano il giro di boa confermando il bull trend dominante, i bonds segnano il passo. E’ molto probabile che il 2010 rappresenti uno stress test per il debito sovrano. Come già scritto la scorsa settimana, i rendimenti sulla parte lunga della curva stanno progressivamente accumulando forza: il 10 anni americano continua a fluttuare attorno a quota 3,80 rimarcando l’importanza dell’area 3,80/4%. I livelli non sono di pococonto in quanto rappresentano valori medi che hanno preceduto i mesi del panico dello scorso ottobre 2008 e l’abisso in cui sono crollati i rendimenti di qualsiasi attività garantita da un emittente sovrano...
Nel caso degli Stati Uniti il minimo segnato dal dieci anni è stato del 2%. Mentre ancor oggi le attività free risk esprimono tassi prossimiallo zero, i decennali hanno quasi raddoppiato il loro rendimento. Superare la barriera del 4%, ed ancor più 4,26, il picco del 2008, significa dare inizio ad un confronto serio sui corsi obbligazionari, a partire da quelli americani e via a seguire quelli europei. Anche i bonds avranno quindi il loro stress test, ma da qualche parte il battito d’ali di una farfalla sta già alimentando i venti di una minacciosa insidia. Il future sul TNotes oscilla tra 115 e 117manifestando una latente fase di debolezza da cui cercherà di riprendersi tentando di recuperare oltre la parte alta del range. Azione piuttosto difficoltosa e priva della necessaria costruzione per vincere l’impresa. Il fallimento produrrà nuove vendite in grado di spingere i corsi oltre i minimi della gamma evidenziata e spingere le contrattazioni verso area 113. Il set up coinvolgerà il future sul Bund che cederà area 120 propiziando un declino verso 115, è dalla primavera dello scorso anno che lavoriamo su tale movimento. Inizialmente la regressione dei bonds rientrerà in un contesto in cui i mercati azionari godranno dell’interesse degli investitori,successivamente aumenteranno le voci su attese inflative e rialzi deitassi, senza per altro incontrare almeno per l’anno in corso riscontri pratici. Le commodity continueranno a salire trainate dai metalli, dalle soft commodities ed anche dai contratti agricoli. Il petrolio continuerà ad apprezzarsi verso il target intermedio 86 e successivamente verso90 usd/bar (salvo eventi esogeni). L’oro ha ripreso il trend predominante anche se per un completo riassetto della struttura portante risulta necessario superare quota 1140. Si tratta di un dettaglio, inquanto il percorso verso quota 1350 risulta inalterato. Nella catena delle interrelazioni l’euro dollaro quota in una condizione preliminare aquanto sta accadendo anticipando gli eventi con ampio preavviso: area 1,4250/1,4070 rappresenta una soglia di estrema rilevanza qualitativa ai fini degli equilibri generali, mentre le opzioni per una reazione alla debolezza dell’euro verso quota 1,46/1,48 rimangono attive. |