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| Commento e previsoni sui mercati azionari, valute e materie prime | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 26 July @ 06:01:47 EDT |  La settimana è trascorsa in trading range su buona parte degli strumenti a conferma di un braccio di ferro tra valutazioni di scenario in cui rientrano i valori diffusi dalle trimestrali, l’attesa mediatica per gli stress test, ed i dati macro. Nulla di nuovo. Alcuni valori che testimoniano l’avversione al rischio come i decennali tedesco ed americano hanno fatto proprie le indicazioni per un rallentamento della crescita (T_Note), mentre sui timori relativi al debito in Europa il giudizio è rimasto interdetto dal recupero degli indici azionari. Il decennale americano è sceso sotto quota 3% fissando un nuovo range di controllo tra 2,80 e 3,10, scivolare al di sotto della parte inferiore rappresenta un’indicazione più legata al ciclo che alla diffusione della - stress list -. Diversamente, il Bund sembra più oggetto di hedging per quanti temono un impatto negativo sulle notizie provenienti dalla check-list. Al momento non prevalgono segnali che misurano eccessive tensioni anche se la permanenza dei corsi nel range 127/130 ne sospendono ogni giudizio. Superare i picchi...
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| Commento e previsoni sui mercati azionari, valute e materie prime | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 19 July @ 11:49:23 EDT |  In un sonetto tratto dal -Rerum vulgarium fragmenta- Francesco Petrarca scrive: Pace non trovo, et non ò da far guerra;e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio; et volo sopra 'l cielo, et giaccio in terra;et nulla stringo, et tutto 'l mondo abbraccio. E’l’esasperazione dell’antitesi, un po’ come le informazioni che girano sui mercati in questi giorni. Da un lato trimestrali che sorprendono, dall’altro figure macro che deludono. Una settimana si scende l’altra si sale come in una giostra moderna, progettata per accelerare gli effetti emozionali. L’euro dal banco degli imputati, colpevole di non avere un re, torna sugli scudi e sfida quota 1,30 contro dollaro. Non c’è che dire, alcuni indicatori esprimono aspettative estremamente negative come l’andamento dei rendimenti sui Treasury, gli indici sui noli marittimi Baltic Dry. Da inizio aprile il Shangai Composite perde oltre il 25% (circa il 30% da inizio anno) non molto peggio del Bovespa e stiamo parlando dei due pesi più importanti del Bric. Controbilanciano in positivo le trimestrali...
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| Commento e previsoni sui mercati azionari, valute e materie prime | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 12 July @ 06:01:45 EDT |  I mercati hanno ritracciato nuovamente i ribassi settimanali per ritornare a collaudare la tenuta, questa volta in qualità di resistenza, dei livelli precedentemente violati al ribasso. L’irruenza con cui il mercato ha reagito è stata decisamente robusta ma con un forte sapore tecnico. Ora ci attende un progressivo riassetto dei portafogli con un iniziale fase di caos prima di intraprendere un movimento direzionale. Al rimbalzo delle borse hanno fatto eco il recupero delle commodity: il WTI è ritornato a testare quota 75 usd/bar conservando l’impostazione regressiva che focalizza in area 67/65 l’ulteriore soglia critica che al momento ha consentito al crude di evitare cadute più violente. In realtà il mercato delle materie prime rimane profondamente condizionato dall’andamento negativo del Baltic Dry Index. Anche questa settimana l’indicatore ha proseguito senza alcuna sosta l’azione riflessiva ritornando sui valori del periodo marzo maggio 2009, ed è questa la componente che più di ogni altra esprime negatività sul ciclo...
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| Per i mercati è già recessione: Ribasso | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 05 July @ 07:51:12 EDT |  La Germania oltre a candidarsi alla conquista per la Coppa del Mondo, si candida anche come il più rigoroso player nei mercati globali. La tattica di gioco è ben congegnata e frutto di una difesa organizzata capace di lanciare l’offensiva e fare goal, molti goal! La domanda, ma soprattutto le sollecitazioni che giungono dal dibattito in corso, interessano proprio quest’aspetto: quanto sarà capace la Germania di ottemperare con equilibrio ad una politica di rigore con una di espansione? Il mercato una prima risposta l’ha già data: ribasso! E le vendite questa volta sono partite dagli USA conglobando tutti i mercati: avanzati ed emergenti. Il secondo semestre del 2010 parte quindi sotto i riflettori di una decelerazione della crescita intercettata dai mercati azionari: l’area 1060-1040 di S&P 500, a cui dal mese di maggio assegniamo notevole importanza, è stata infranta. E’ possibile dimostrare il suo valore strategico semplicemente osservando il timing degli interventi operati dalle autorità per contenere la pressione delle vendite ed evitare una sorta di fallout. L’evento introduce il mercato in una fase di debolezza riflessiva...
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| Commento e previsoni sui mercati azionari, valute e materie prime | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 29 March @ 11:00:40 EDT |  Si avvia a compimento la saga greca completando una settimana di morbida sofferenza per i mercati che hanno cercato di agitare volatilità soltanto in un paio di occasioni in frazioni appartenenti all’intraday. Ciò che rimane di questi giorni è la verifica di quota 1,33/1,32 di euro dollaro, da tempo assunto come target di riferimento dal nostro modello, mentre lo spread tra i rendimenti del decennale tedesco e quello greco collauderanno una possibile violazione del range 300-275 basis points per archiviare la vicenda, quantomeno avviarla verso una definizione che convinca il mercato. La reazione negativa del Bund tedesco con moderate flessioni ci sembra tuttavia più connessa al rialzo dei rendimenti sul decennale americano che non all’accordo sul salvataggio greco. E’ da molte settimane che allertiamo i lettori sul rischio di un irrigidimento ulteriore della curva americana con un rialzo dei rendimenti verso 3,80. Oggi..
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| Commento e previsoni sui mercati azionari, valute e materie prime | | Autore: Wlademir Biasia | Wednesday, 24 March @ 03:37:01 EDT |  Non bisogna confondere il movimento con l’azione, il movimento può essere dato dall’inerzia, diversamente l’azione ha un carattere, è l’intervento di un elemento su un altro, così da modificarlo, è il predicato di una sostanza. I mercati azionari agiscono su leve che fanno perno su centri di forza che derivano in parte dall’azione riflessa delle commodity industriali ed in parte dall’idea che il ciclo espansivo, che noi preferiamo definire di riequilibrio, sia nella metrica dei recenti dati macro. I mercati obbligazionari, diversamente, muovono a nostro giudizio sull’inerziale attesa di un quadro in cui i tassi debbano rimanere stabili in un ambiente privo delle spinte inflattive. Tutti e due tendono a salire, la qualità del meccanismo causa effetto a noi risulta diversa. Il future sull’euro dollaro a 3 mesi sta velocemente degradando da 99,74 verso un primo livello di supporto a quota 99,62 dove transiterà nelle prossime sessioni la media a 200 giorni, che fatta eccezione per gli eventi Lehman ha brillantemente governato la fase di riduzione dei tassi in America a partire dalla fine del 2007...
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| Commento e previsoni sui mercati azionari, valute e materie prime | | Autore: Wlademir Biasia | Thursday, 04 March @ 08:39:35 EST |  L’agitazione dei mercati azionari si è trasformata nell’ultima settimana di febbraio in emergenza tanto da dover sollecitare l’intervento di una rete di protezione in grado di arginare la pressione delle vendite con l’obiettivo di imporre al mercato un’azione di ricopertura certa da far riassorbire le regressioni. La controffensiva degli “iniziati” è partita dai listini americani per imporre la successiva replica in quelli europei ed asiatici. Per cui mentre sul fronte europeo le vendite di liquidazione stavano cedendo il passo alle “scoperture”, in America lo Standard & Poor ha frenato con una robusta reazione proprio a ridosso delle prime aree di quello che noi definiamo controllo del rischio contigue a quota 1090. Sottraendo alla vicenda ogni carattere di ovvietà e naturalezza per generare sorpresa, il mercato ha reagito in modo disordinato privo delle verifiche interelazionali utili a dare al quadro d’insieme un articolazione senza rispondere ai paradigmi di mercato. Ciò che emerge è un profilo operativo in cui l’America gode di forza relativa comparata ad altre aree con un dollaro altrettanto muscoloso in cui filtrano segnali di debolezza sulle commodity e ritorno di forza riflessa, per cui a nostro avviso momentanea sui bonds...
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| Momentum Outlook 2010 - Report previsionale mercati | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 11 January @ 10:06:01 EST |  Da oggi è disponibile sul nostro portale il report denominato Outlook 2010, preparato da Wlademir Biasia e contentente le previsoni sui mercati per i prossimi mesi. Anteprima: Le commodity hanno rappresentato per il 2009 un driver determinante per i mercati finanziari; in alcune situazioni assolutamente risolutivo. Hanno saputo trasmettere al mercato azionario i primi embrioni della ripresa contribuendo a sostenere i minimi di marzo e riportare gli indici azionari oltre i limiti del bear market. Le performance sono risultate estremamente positive in alcuni comparti: i metalli non ferrosi quali il rame, il zinco hanno raddoppiato i valori, il petrolio pure. I preziosi che sono stati al centro dell’attenzione dei media e del mercato non hanno saputo trarre gli stessi benefici in termini di performance. L’oro ha... Scarica e stampa il report completo di 13 pagine in formato PDF cliccando su: Outlook 2010
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| Un battito d'ali di farfalle rischia di mettere in crisi i bond governativi | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 11 January @ 09:25:37 EST |  Non lasciatevi intorpidire dai bassi volumi, dall’apparente inappetenza, i mercati non fanno vacanza! Nemmeno a Natale e Capodanno! Le mani forti approfittano dell’inerzia per impostare temi e strategie prima di confrontarsi con la mischia. E così mentre le azioni superano il giro di boa confermando il bull trend dominante, i bonds segnano il passo. E’ molto probabile che il 2010 rappresenti uno stress test per il debito sovrano. Come già scritto la scorsa settimana, i rendimenti sulla parte lunga della curva stanno progressivamente accumulando forza: il 10 anni americano continua a fluttuare attorno a quota 3,80 rimarcando l’importanza dell’area 3,80/4%. I livelli non sono di pococonto in quanto rappresentano valori medi che hanno preceduto i mesi del panico dello scorso ottobre 2008 e l’abisso in cui sono crollati i rendimenti di qualsiasi attività garantita da un emittente sovrano...
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| Previsioni 2010 su Bric e borse Asiatiche | | Autore: Wlademir Biasia | Tuesday, 05 January @ 12:40:20 EST |  BRIC: Come accade alla fine degli anni novanta per internet, oggi la concezione di un macro trend espansivo nei mercati emergenti, ed in particolare nell’area Bric, risulta assai diffusa. Si tratta di un virus che ha contagiato il pensiero comune quasi come un dogma: è una visione del mondo in cui l’opinione pubblica ripone un livello di fiducia estremamente elevato. In effetti Brasile, India e Cina sono state le aree che hanno goduto di maggior attenzione nel 2009 nei commenti degli economisti. Tuttavia non si deve sottovalutare il fatto che il BRIC, l’indice che ne esprime l’andamento, ha un elevato grado di correlazione con lo Standard & Poor 500. In considerazione di ciò e della polarizzazione degli indici delle Advanced Emerging Market vale la pena di non commettere l’errore che quest’ultime possano comportarsi in modo scorrelato rispetto all’andamento dei mercati azionari dell’occidente. L’indice Bric tende a sovraperformare la direzionalità dell’S&P 500 sia al rialzo che al ribasso, pertanto...
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| E' iniziato un nuovo battito d'ali di farfalle? | | Autore: Wlademir Biasia | Friday, 11 December @ 09:52:54 EST |  Con un pò di ottimismo avevamo liquidato il debito di Dubai qualificando l'evento come un incidente di percorso. Purtroppo così non è stato! Le farfalle di Lorenz hanno ripreso a battere le ali. Le agenzie di rating hanno messo sotto osservazione il debito sovrano della Grecia, alzando, in successione, il livello di attenzione anche su quelli dell'Inghilterra e Usa, mettendo a nudo la fragilità dei meccanismi di mercato che sostengono la credibilità sul debito. Il rapporto Deficit-Pil dei paesi indistrializzati sono destinati nei prossimi 4-5 anni, a causa di un effetto congiunto tra interventi di sostegno alla crisi, walfare e probabilmente cambiamento climatico, a segnare disavanzi double digit in alcuni casi, nella media oltre il rapporto stabilito dal Patto di Stabilità. In questi giorni di fine anno il nostro modello evidenzia alcuni segnali di deterioramento della dinamica espansiva dei trends azionari con l'ingresso di molti indici in aree neutre. Sia a livello settoriale che geografico vi è una sorta di consolidamento degli utili maturati...
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| Previsioni dollaro, materie prime e indici di borsa | | Autore: Wlademir Biasia | Tuesday, 01 December @ 02:29:00 EST |  Quanto l’effetto Dubai ha sconvolto gli equilibri presenti sui mercati? Quanto il contagio rischia di minacciare la tenuta dei trends dominanti? I Cds spread sul debito di Dubai sono già sensibilmente aumentati, tuttavia l’intelaiatura generale sta reggendo anche se con un certo affanno. Il petrolio ha subito più di ogni altro indicatore le ripercussioni con flessioni che hanno spinto i prezzi a testare livelli di supporto significativi al limite della tenuta del trend rialzista. Riteniamo che l’area 72/71 rappresenti un primo significativo collaudo della tenuta del trend. Per considerare un ritorno alla normalità dovremmo rilevare reazioni in grado di riportare le contrattazioni oltre l’area 74/75. La caduta del greggio non ha contaminato al momento il driver sulle commodity: l’oro. I prezzi hanno subito prese di beneficio che assumono carattere correttivo soltanto sotto area 1140, con vendite che riporterebbero i prezzi formare minimi relativi a ridosso di 1070. Su questi valori e comunque sino ad area 1030 non avremmo segnali di inversioni del trend ma soltanto un’ampia correzione su cui si accederebbero diversi riflettori...
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| Un invisisbile filo conduttore che guida il rialzo dei mercati | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 16 November @ 05:46:03 EST |  Il Baltic Dry Index continua ad incrementare valore nonostante il petrolio, il rame ed altri metalli non ferrosi si siano insediati nelle ultime settimane all’interno di range piuttosto limitati ma comunque allineati ad un movimento di lateralizzazione. L’oro invece ha proseguito nel proprio percorso rialzista aggiornando i massimi in area 1120. Il Baltic Dry Index e l’oro rappresentano in questa fase in cui gli investitori sono preoccupati di fare il bilancio sull’esito delle trimestrali, il filrouge che continua a riverberare la positività dei mercati pur di fronte ad ostacoli tecnici piuttosto che macro. In effetti sebbene il dollaro la scorsa settimana abbia opposto una certa reattività alla debolezza cronica che lo governa, il contesto complessivo non cambia tenore. E’ vero, sono comparse alcuni set up tecnici che pongono interrogativi, ma oltre a potenziali ipotesi di arresto della caduta, non vi sono segnali che ne accreditino concretezza. Ad esempio il doppio minimo del dollaro contro il franco svizzero, piuttosto che il doppio massimo dell’euro, al momento assumono un ruolo ipotetico in cui è possibile supporre sviluppi tecnici che al momento non raccolgono ancora formule in grado di ispirare segnali utili a ipotizzare svolte significative sui trends sottostanti. L’area 1,47-1,4650 offre un primo livello di contenimento dell’eventuale offerta, mentre l’impianto tecnico rimane retto da una sequenza di minimi crescenti visibile in particolar modo sui rapporti di cambio legati alle commodity quali ad esempio il dollaro australiano...
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| Previsioni dollaro, materie prime e indici di borsa | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 09 November @ 05:29:08 EST |  Quando i mercati azionari correggono si accendono perplessità e forti timori sulla tenuta del trend dominante. Tuttavia bisogna distinguere le fasi del ciclo e saper cogliere i veri segnali di distribuzione propedeutici all’inversione definitiva della tendenza primaria. Nelle fasi correttive l’approccio multifattoriale dato dalle interrelazioni presenti nei mercati aiutano a comprendere la natura dei fenomeni in corso. La scorsa settimana abbiamo sostenuto con forza la natura correttiva del trend dominante ricorrendo anche alla struttura dell’ambiente operativo su cui stiamo lavorando. Considerando il mercato una superficie equipotenziale abbiamo misurato gli effetti della trasmissione del ribasso azionario ad esempio sul rialzo obbligazionario, e per semplificare sulle reazioni del Bund future..
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| Prese di beneficio su borse, Euro/USD e materie prime ma i trends restano solidi | | Autore: Wlademir Biasia | Monday, 26 October @ 12:41:02 EDT |  E’ fuori discussione che in questi giorni tiene più banco la debolezza del dollaro che la forza delle borse. Il fatto che i listini azionari riescano ad assorbire con estrema facilità le iniziali correzioni nonostante le trimestrali siano ancora nel loro pieno processo di lettura passa in secondo piano rispetto alla cronaca sul biglietto verde. Risultano assenti gli appelli di sostegno, un tempo declinati dalle autorità monetarie in modo da spaventare l’ordinaria attività speculativa. Nel frattempo i prezzi sono progressivamente scivolati verso area 1,50 contro euro, mentre il dollar index come atteso ha testato il primo dei nostri target stimati a 74. Il trend della divisa americana appare incontrastato e privo di accorgimenti utili in grado di frenarne la regressione...
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